
I punti di ricarica installati sono oltre 60.000, mentre il parco circolante delle vetture full electric supera quota 260.000
In Italia, al 30 settembre 2024, abbiamo toccato quota 60.339 punti di ricarica per auto elettriche. Lo riporta Motus-E, associazione che monitora costantemente la situazione delle installazioni e che pubblica periodicamente i risultati delle proprie osservazioni. Il parco circolante di auto elettriche ha toccato invece quota 261.731.
Le potenze
Riguardo alle potenze, l’80% delle colonnine funziona in corrente alternata (AC, fino a 49 kW), mentre il restante 20% è in corrente continua (DC, da 50 kW in su). Più precisamente, sono 48.237 i punti di ricarica in AC e 12.102 quelli in DC, di cui 8.536 con potenze da 50-149 kW e 3.566 con potenza uguale o superiore ai 150 kW.

Le Regioni e province migliori
Parlando di distribuzione geografica, circa il 58% delle infrastrutture si trova nel Nord Italia, il 20% nel Centro e il 22% nel Sud e nelle Isole. Guardando alle singole Regioni, la Lombardia è la più virtuosa di tutte, perché possiede da sola 11.687 installazioni. Seguono nell’ordine: Lazio (6.217), Piemonte (6.035), Veneto (5.690), ed Emilia-Romagna (4.946).
- Lombardia: 11.687
- Lazio: 6.217
- Piemonte: 6.035
- Veneto: 5.690:
- Emilia-Romagna: 4.946
Riguardo alle province la situazione vede Roma al primo posto (4.919), seguita da Milano (3.999), Napoli (2.679 punti), Torino (2.429) e Brescia (1.600 punti).
- Roma (4.919)
- Milano (3.999)
- Napoli (2.879 punti)
- Torino (2.751)
- Brescia (1.764 punti)
Migliora l’autostrada
Di positivo c’è anche la crescita delle installazioni in autostrada, dove gli stalli per auto elettriche sono 1.057, distribuiti nel 42% delle aree di servizio. Di questi, l’86% è in corrente continua (DC), col 614% che raggiunge o supera i 150 kW.
“La crescita della rete è un’ottima notizia e denota il grande impegno degli operatori per dotare l’Italia di un’infrastruttura altamente strategica, essenziale per non perdere il contatto con gli altri grandi Paesi europei, nonostante il ritardo accumulato in termini di parco circolante elettrico”, commenta il presidente di Motus-E, Fabio Pressi.
“In un contesto in profonda evoluzione, in cui l’industria ha più che mai bisogno di certezze per pianificare gli investimenti, la rete di ricarica rappresenta un punto di partenza decisivo, a cui auspichiamo vengano affiancati quanto prima gli incentivi programmatici alla domanda di veicoli preannunciati dal Mimit nel Tavolo Automotive di agosto”, commenta Fabio Pressi, presidente di Motus-E.
“Le criticità pratiche nell’utilizzo dei fondi Pnrr rischiano di vanificare l’enorme potenziale di uno strumento in grado di moltiplicare le colonnine super veloci sul territorio italiano, specialmente al Sud e nelle cosiddette aree a fallimento di mercato, dove è indispensabile lavorare sulla capillarità della rete. Come Motus-E siamo a completa disposizione delle Istituzioni per individuare insieme tutte le possibili soluzioni alle problematiche emerse”.
fonte: insideevs.it
